Parlare di coaching online in astratto è facile. Più utile è guardare come lo organizza una professionista vera: che cosa promette, che cosa passa dall'app, che cosa resta fuori. Marina Cambareri segue i suoi clienti online con FitFlow; qui raccontiamo il suo modo di lavorare, con le parole e le regole che lei stessa pubblica sul suo sito.
Chi è Marina
Marina è personal trainer nelle palestre della Lombardia e atleta di powerlifting: gareggia con la Federazione Italiana Powerlifting (FIPL) nella categoria classic. Accanto al lavoro in sala segue online, in tutta Italia, donne e uomini maggiorenni che si allenano in palestra o a casa e vogliono farlo con metodo.
Com'è fatto il servizio
Il coaching di Marina è un piano di allenamento più un rapporto diretto con lei. Ogni elemento ha una frequenza dichiarata:
- una videochiamata iniziale per conoscersi e capire da dove parte la persona;
- il programma nell'app, aggiornato ogni 4 settimane;
- un check ogni settimana, con una risposta scritta;
- la revisione della tecnica su un massimo di 3 video a settimana;
- la chat diretta, con risposta entro 24 ore esclusi festivi e assenze comunicate;
- una videochiamata al mese per fare il punto.
I prezzi sono pubblici e finali: 79 € per un mese, 209 € per un percorso di tre mesi, senza rinnovo automatico. Tutto è spiegato nella pagina del suo coaching online.
Che cosa passa da FitFlow
Per il cliente, FitFlow è l'app in cui riceve il programma e registra gli allenamenti, inclusa nel coaching senza costi aggiuntivi. Ogni allenamento ha le immagini degli esercizi; durante la seduta il cliente segna serie, ripetizioni e pesi, anche senza connessione.
Per Marina, FitFlow tiene in un unico posto programma, allenamenti registrati e progressi di ogni persona. Quando prepara il blocco successivo parte dai carichi usati davvero, non da quelli previsti sulla carta.
Non tutto passa dall'app, e questa è una scelta: i video per la revisione della tecnica si scambiano con il mezzo che Marina e il cliente concordano. L'app serve al lavoro di tutti i giorni, il resto ha il suo canale.
Lo strumento non definisce il servizio: lo rende più facile da mantenere, settimana dopo settimana.
Confini scritti prima di iniziare
La parte più interessante, per un collega, è quanto Marina mette per iscritto. Il cliente si allena in autonomia e cura che ambiente e attrezzatura siano sicuri; comunica subito sintomi, infortuni o nuove terapie, e il programma riprende solo con il via libera del medico.
Il coaching è allenamento, non terapia: non comprende diagnosi, riabilitazione, piani alimentari personalizzati o integratori. Sull'alimentazione Marina dà consigli generali di educazione alimentare, coerenti con quello che la legge consente a un personal trainer (ne abbiamo parlato in Il personal trainer può fare diete?).
Che cosa puoi riprendere
Senza copiare il servizio di nessuno, dal suo modo di lavorare si possono prendere alcune idee:
- Numeri chiari. Quanti video, quanto spesso si aggiorna il programma, in quanto tempo si risponde: il cliente sa cosa aspettarsi e tu sai cosa hai promesso.
- Un solo posto per il programma. Se schede e registrazioni stanno nella stessa app, il blocco successivo si costruisce sui dati reali.
- Ogni canale con il suo scopo. L'app per allenarsi e registrare, le videochiamate per il confronto, un canale concordato per i video.
- Confini pubblici. Scrivere cosa il servizio non comprende protegge te e il cliente.
Se stai organizzando il tuo coaching a distanza, la guida su schede, check-in e feedback online entra nel metodo passo per passo. E se vuoi vedere il lavoro di Marina dal lato del cliente, sul suo sito c'è anche una guida su come iniziare un coaching online.